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Digitale, che cosa aspettarci nel 2020 da Europa, Stati Uniti e Cina

Indagini antitrust, multe, regole più stringenti per la raccolta e la gestione dei dati degli utenti: profitti a parte, l’anno appena concluso non è stato troppo positivo per le grandi aziende tecnologiche e per la loro immagine pubblica.

Più in generale, il 2019 è stato un brutto anno per la tecnologia. In Europa si parla spesso di “sovranità digitale” contro il predominio delle Big Tech americane. Gli Stati Uniti sono ripiegati su sé stessi e la Cina vuole rendersi indipendente dai software stranieri. Il governo russo ha aumentato il controllo su Internet e anche l’Iran ha mostrato di essere in grado di bloccare l’accesso alla rete ai suoi cittadini.

Tutti questi trend, probabilmente, proseguiranno e anzi si rafforzeranno nel 2020. L’emersione del “nazionalismo digitale” è una minaccia alla globalizzazione tecnologica e all’innovazione: se dovesse continuare ad espandersi, finirà per alterare l’ecosistema tech e consegnarci un mondo digitale più chiuso e molto diverso da quello a cui siamo abituati.

Per il 2020 l’Istituto per la Cultura dell’Innovazione (ICINN) ha stilato una breve lista di quattro punti su cui vale la pena fermarsi a riflettere.

Clicca qui per leggere l’articolo su Start Magazine.

Di questi temi e rischi abbiamo parlato anche nel nostro report per il 2019: clicca qui per saperne di più e scaricarne l’anteprima.

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Questa è la newsletter dell’Istituto per la Cultura dell’Innovazione (ICINN), dedicata alla tecnologia e alla politica internazionale. Si chiama BIG DATA e ogni mese offre cinque consigli di lettura.